Le Scienze
14 maggio 2012
Niente onda d'urto per l'eliosfera
I dati raccolti dalla sonda IBEX della NASA mostrano che
l'eliosfera non si muove abbastanza velocemente da produrre un bow shock
- "l'onda d'urto di prua" - che da alcuni decenni si riteneva essere
presente nella nube di gas e polveri che incontra. Per arrivare al
valore di soglia per questo fenomeno mancherebbero 11.000 chilometri
all'ora nella velocità stimata
(red)
Il bow shock - l'”onda d'urto di prua”
che finora si riteneva precedere l'eliosfera mentre fende le tenui nubi
di gas e polveri – non esiste. È quanto afferma un nuovo studio basato
sui dati raccolti dall'Interstellar Boundary Explorer (IBEX) della NASA i
cui risultati sono riferiti in un articolo su “Science”.Nel caso del Sole avrebbe dovuto accadere qualcosa di simile: da circa 25 anni si riteneva che l'eliosfera – la gigantesca bolla magnetica che contiene il sistema solare, il campo magnetico generato dal Sole e il vento solare - si muovesse abbastanza velocemente da formare un bow shock. Ma un parametro cruciale in questo caso è la velocità, e l'eliosfera sembra non possederne abbastanza. I dati di IBEX mostrano che l'eliosfera si muove nella nube interstellare locale a circa 83.000 chilometri all'ora, circa 11.000 km/h meno di quanto stimato in precedenza, quindi abbastanza lenta da creare un'onda più che un bow shock.
Un altro parametro influente è la pressione magnetica nel mezzo interstellare: i dati, confermando quanto riscontrato in precedenza dalla sonda Voyager, mostrano che il campo magnetico nel mezzo interstellare è più intenso, il che richiede una velocità ancora più elevata per produrre un bow shock. I due fattori combinati tra loro portano a concludere che un bow shock nel caso del Sole è altamente improbabile.
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