La leggenda sulla nascita di Roma: Romolo e Remo
di Ettore Pettinaroli
La bella città di Roma merita un approfondimento sulle sue memorabili origini. Ecco la leggenda sulla fondazione della 'città eterna', che affascinerà i bambini, facendo loro scoprire la storia e il mito.
Amulio e Numitore erano due fratelli che, nell'antico Lazio, si contendevano il trono della città di Albalonga. Quando Amulio riuscì a cacciare il fratello, costrinse la figlia di lui Rea Silvia a diventare vestale. Così non si sarebbe potuta sposare e non avrebbe generato possibili rivali al trono. La fanciulla però fu amata dal dio Marte e nacquero due gemelli, ai quali diede i nomi di Romolo e Remo.Lo zio infuriato ordinò che i neonati fossero subito uccisi. La guardia però non ebbe il coraggio di commettere un simile delitto, mise di nascosto i piccoli in una cesta e li affidò alla corrente del Tevere nella speranza che qualcuno li trovasse e si prendesse cura di loro. Lo stesso giorno, una lupa che era scesa al fiume per abbeverarsi nei pressi del Colle Palatino udì il vagito dei bimbi. Li portò a riva, li riscaldò e li sfamò con il suo latte.
Dopo poco passò in quel luogo anche il pastore Faustolo che senza esitare li portò a casa da sua moglie, la quale li crebbe come fossero stati i figli che lei non aveva potuto avere.
Divenuti adulti, i gemelli vennero a conoscenza della loro
origine. Così tornarono ad Albalonga, uccisero lo zio Amulio,
restituirono il trono al nonno Numitore e liberarono la madre che era
stata imprigionata per tutti quegli anni.
Un giorno i due decisero di fondare una loro città, ma non
riuscivano a mettersi d'accordo sul luogo dove farlo: Romolo la voleva
costruire sul Colle Palatino, mentre Remo preferiva la pianura.
Così si affidarono al responso degli dei i quali
stabilirono che la scelta sarebbe toccata a chi avesse visto, in un
certo tempo e in uno spazio definito di cielo, il maggior numero di
uccelli.
Vinse Romolo, che subito iniziò a tracciare con l'aratro il solco sacro che avrebbe delimitato la città.
Remo però lo prendeva in giro e lo infastidiva sul lavoro,
al punto che Romolo si arrabbiò e lo uccise. Diventando così il primo Re
di Roma. Era l'anno 753 a. C.
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